A cosa serve il life coaching?

A volte mi sono sentita chiedere con candido imbarazzo: com’è che si chiama quello che fai tu, esattamente? Ah…

A cosa serve il life coaching?

Ci sono tantissime risorse che spiegano origini storiche e dettagli su cosa sia il coaching.

La mia intenzione è di spiegarti, secondo la mia esperienza e il più semplicemente possibile, a cosa può servirti rivolgerti a un coach.

Il nome ci da già una indicazione: il coach è in sostanza un allenatore, infatti questo termine viene proprio dallo sport, da cui questa figura è in parte originata negli USA, a metà del secolo scorso.

In sostanza, continuando il parallelo con lo sport, il coach ti aiuta ad allenare la tua eccellenza di sportivo, a superare le resistenze, le paure e i condizionamenti mentali che ti impediscono di essere il miglior giocatore possibile, di contribuire a portare la tua squadra al successo e di vivere pienamente le tue capacità.

Rapportato alla vita di tutti i giorni, se ti trovi al punto A e vorresti tanto arrivare al punto B, ma non sai da che parte farti perché da solo, pur provandoci, non sei riuscito, ecco che il life coach ti aiuta, con strumenti diversi a seconda della sua formazione, a chiarire il tragitto, il punto di arrivo e imparare cosa ti serve fare e pensare di diverso da prima per arrivarci.

Credo che uno dei tanti aspetti potenti e potenzianti del coaching sia l’approccio.

Il fatto cioè che si fonda sull’assunto positivo che così come hai imparato tutte quelle cose che non ti stanno aiutando a rendere la tua vita nemmeno vicina a come la vorresti, puoi disimpararle per fare posto a conoscenze, comprensioni e convinzioni che trasformano il modo in cui guardi a te stesso e alla tua vita.

Già solo questo è in grado di produrre risultati notevoli, se stai lavorando con la persona giusta per te e se anche tu stai facendo la tua parte.

Infatti nel coaching non c’è nulla di passivo. Entrambi contribuiamo alla realizzazione dei tuoi obiettivi.

Una frase che lo spiega chiaramente (e di cui non ricordo l’autore!), dice qualcosa tipo:

Posso insegnarti come fare gli addominali ma non posso farli io per te!

Credo che riassuma molto bene la preziosità della collaborazione che si instaura tra un coach e il suo allievo, possibilmente basata sulla fiducia, volta al cambiamento e al supporto.

Il coach non prende decisioni per te, non ti consiglia cosa fare, non sa meglio di te cosa è bene per te. Invece ti insegna la responsabilità e ti aiuta a vedere quei “punti ciechi” che ti confondono, in modo che tu possa prendere decisioni migliori per te stesso e il tuo benessere.

La cosa importante da ricordare è che puoi rivolgerti al coaching in qualsiasi punto del tuo percorso ti trovi. Vale a dire che se sei motivato e pronto va bene, se ti senti confuso va bene, se ti senti inappagato e infelice, VA BENE. In nessun modo verrai considerato sbagliato o mal funzionante. In altre parole, non c’è giudizio, solo il desiderio condiviso di migliorare la tua vita.

Il tuo coach è anche il tuo primo cheerleader!

a cosa serve il coaching?

Qui negli Stati Uniti, i coach sono generalmente molto più differenziati che non in Italia. Ci sono coach per le relazioni, per la salute, il dimagrimento, il business, la carriera, i momenti di transizione e quelli di lutto, e molti molti altri ancora.

Personalmente, non ho potuto fare a meno di portare la mia passione per la spiritualità e la metafisica ed il mio intuito nel mio lavoro come coach.

Per quello mi piace pensarmi come Spiritual Life Coach – non tanto perché serva un etichetta, ma perché contestualizza meglio quello di cui mi occupo.

E cosa fa una Spiritual Life Coach? Te lo racconto nel prossimo articolo!

“La gente non è pigra. Semplicemente ha mete svigorite, mete che non ispirano affatto.”

Tony Robbins

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